domenica 5 febbraio 2017

Breve analisi personale sull'andamento industria audiovisiva e sulla fruizione dei contenuti audio.

Negli ultimi 20 anni,abbiamo potuto assistere a una vera e propria rivoluzione che ha sconvolto l'industria musicale e che ora sta colpendo prorompente quella cinematografica.
Questa rivoluzione,iniziata col Walkman Sony negli anni 80,perfezionata a inizio 2000 da Apple con il suo iPod,ha raggiunto il culmine della sua evoluzione nell'ultimo decennio,con la nascita dei sistemi basati sul cloud,come Apple Music e Spotify.
Sistemi che,dopo qualche tentennamento,sono riusciti a entrare anche nei mercati più legati all'supporto fisico,come l'automotive e gli appassionati di alta fedelta.
La sparizione del supporto fisico negli ultimi anni rappresenta la grande evoluzione.

Infatti ''il supporto''(CD,vinile o DVD che sia),aldila della definizione,è stato per buona parte della storia dell'industria audio un punto cardine.

La sua abolizione infatti,ha fatto ridurre di molto i costi di produzione,stampa e diffusione del materiale,permettendo anche a musicisti con  meno risorse di riuscire ad avere accesso a questo mercato,il che ci permette oggi,di riuscire a ascoltare e diffondere musica che un tempo non sarebbe mai riuscita a emergere.

Sul pubblico invece,la sempre continua riduzione  e infine la scomparsa del supporto fisico,ha fatto sì che la musica diventasse sempre più mobile,e meno legata a quella che prima poteva la sala per la musica,il soggiorno o ''l'impianto''.

Questo,come per i musicisti,ha provocato un grosso aumento della richiesta di contenuti,ma contemporaneamente,il valore (prima percepito,poi effettivo) del singolo prodotto (il brano,il disco) è sceso in maniera decisiva,sia a causa della grande offerta,sia a causa della mancanza della ''fisicità'' del supporto:


Tutto ciò,ha costretto tutte le industrie audio,sia i produttori di apparecchi,sia le case discografiche,a doversi trasformare rapidamente da fornitori di contenuti\strumenti a fornitori di servizi per riuscire a sopravvivere.

Questa trasformazione,non è stata indolore,dato le industrie audiovisive all'inizio hanno ben pensato di contrastare il fenomeno con l'aumento del prezzo dei supporti,il che ha provocato unicamente un aumento della pirateria.
Solo dopo la nascita di Apple Music,e quando ormai molte aziende erano al collasso,che i sistemi di vendita e streaming gratuito (mediante Ads) sono partiti in maniera efficace,tantè che infatti,dal 2012,i livelli di pirateria audiovisiva sono in calo (-3%).

Alle industrie di prodotti per la riproduzione audio\video invece è andata ben peggio.

Il calo dei costi del prodotto audio (e in molti casi il calo della qualità dello stesso),insieme alla riduzione progressiva degli spazi abitativi ha portato il pubblico ridurre il budget destinato all'impianto audio,in molti casi integrandolo in quello video e portando alla diffusione dei prodotti di tipo ''all in one''dal costo più contenuto e dalla qualità assai discutibile,prodotti da multinazionali che fino a 10 anni fa producevano solo frigoriferi.
Questo ha portato alla quasi totale scomparsa dal mercato dei marchi più prestigiosi (TDK,Pioneer,Philips\Marantz) mentre molti altri nomi storici sono stati comprati dalle stesse aziende che 10 anni fa facevano solo frigoriferi (come il caso di Samsung e del gruppo Harman Kardon\ JBL). mentre molti altri si sono convertiti prevalentemente al mercato Home Teather (Yamaha,Denon).

Contemporaneamente,il fenomeno T-Amp e l'affinamento dei processi produttivi asiatici sta portando alla comparsa di componentistica cinese (altoparlanti,circuiti di potenza) dal costo relativamente basso e dalla qualità più che buona.
Ma nonostante ciò,il mercato dell'ascolto della musica in alta qualità rimane un settore snobbato dalla maggior parte del grande pubblico.

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